Mago Chiò Isola d’Elba: il free climber
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Mago Chiò all’Isola d’Elba: il primo free climber della storia

Mago Chiò è una delle leggende più affascinanti dell’Isola d’Elba, un personaggio sospeso tra storia e mito che, con le sue imprese, anticipò quello che oggi chiamiamo free climbing.

All’Isola d’Elba abbiamo avuto Napoleone.
Ma fra le gesta del condottiero francese e le grandi pagine di storia, c’è un altro personaggio che spicca per la sua personalità: l’inconfondibile Mago Chiò. Un tipo così fuori dagli schemi da sembrare il protagonista di un fumetto.

E invece no: è tutto vero. O quasi! Perché, come in ogni leggenda che si rispetti, gli aneddoti legati a questa figura camminano in bilico fra realtà e fantasia… un po’ come lui, che camminava in equilibrio fra i muri delle fortezze.

chi era mago chiò?

No, non era un piccolo Harry Potter elbano: la sua storia non ha nulla a che vedere con bacchette, pozioni o conigli che spuntano dai cilindri.
L’unica vera “magia” di questo personaggio era salire dove nessuno osava neanche guardare.

All’anagrafe Francesco Grassi, Mago Chiò nacque nel 1867 in via dell’Oro a Portoferraio, in una famiglia molto povera, con un padre alcolizzato e una madre che cercava di “portare avanti la baracca”.
Se ne andava in giro sempre scalzo, con quell’atteggiamento stravagante che faceva sorridere tutti e un vestiario inconfondibile. Immancabili compagni di viaggio: il cappello calato sugli occhi, una trombetta scassata e un barattolo di vernice bianca sempre al seguito.

A cosa gli serviva la vernice?
A firmare le sue imprese rocambolesche, ovvio.

«Chiò Mago è un nome dato da me, significherebbe andando in qualunque pericolo di vita, in qualunque altezza che possa restare incredula al popolo!»

mago chiò, Il primo free climber della storia

Mago Chiò anticipò quello sport che oggi chiamiamo free climbing, sempre più praticato anche all’Isola d’Elba.
Con assoluta nonchalance scalava fari, campanili, castelli e fortezze, senza corde né protezioni, ma con una sicurezza che lasciava tutti senza fiato.

C’era chi aveva le vertigini solo a guardarlo, ma oggi possiamo definirlo senza esagerare il precursore del free climbing moderno. 

Il suo “curriculum” è sorprendente:

  • Torre pendente di Pisa
  • Cupola del Brunelleschi
  • Torre degli Asinelli.

Sì, ci è salito davvero. E una volta arrivato in cima, faceva sempre la stessa cosa: si firmava.

il free climbing all'isola d'elba
Il free climbing all’Isola d’Elba permette di arrampicare su falesie naturali in scenari unici, spesso a picco sul mare. L’isola offre settori di arrampicata sportiva con vari livelli di difficoltà, adatti sia ai climber esperti che ai più allenati. Un’attività outdoor perfetta per vivere l’Elba in modo attivo e autentico.

La firma che urlava “GUARDATEMI”

Una volta raggiunta la cima, tirava fuori i suoi inseparabili amici: il pennello e la vernice.
E scriveva, enorme e visibile da lontano: MAGO CHIÒ.

Francesco era analfabeta e non aveva mai frequentato la scuola: quella firma era l’unica cosa che sapeva scrivere davvero. Tracciava le lettere lentamente, con cura, consapevole che tutti lo stessero guardando.

Molti commentavano: «È pazzo!».
Chissà se immaginavano che quel “matto” sarebbe rimasto impresso nella storia dell’Isola d’Elba, ricordato ancora oggi.

La famosa firma di Mago Chiò all'Isola d'Elba

L’amore per Eleonora: la scalata più difficile

Poi arrivò lei: Eleonora.
Bella, sfuggente, la vetta più alta e difficile che Mago Chiò dovette conquistare. Poco interessata, probabilmente, a un funambolo scalzo che si arrampicava ovunque.

Mago Chiò se ne innamorò perdutamente e decise di conquistarla con un’impresa folle: non una lettera d’amore, ma la dedica di un’intera fortezza.
Scelse il punto più spettacolare: il bastione del Forte Stella, lato faro, visibile persino dal mare.

C’era solo un problema: non sapeva scrivere il suo nome.

L’aiuto di un pittore (e un cuore analfabeta)

Chiese aiuto a un suo amico, il pittore Telemaco Signorini, che scrisse “Eleonora” su un grande cartone. Francesco iniziò a copiarlo per impararlo a memoria, come farebbe qualsiasi innamorato.

Ma quella sera, arrivato in cima, ebbe un lapsus improvviso: non ricordava più come si scriveva il nome della sua amata.

Il giorno dopo Eleonora gli disse che sarebbe partita per sposare un uomo ricco.
Lui rispose soltanto:

«Scriverò per voi sulla fortezza. E poi non mi vedrete più.»

La notte successiva completò l’opera. E nessuno lo vide più allo stesso modo. Quando la nave di Eleonora lasciò l’Elba, la ragazza guardò il bastione. C’era scritto MAGO CHIÒ. Ma lei lesse TI AMO.

La leggenda di Mago Chiò all’Isola d’Elba

Oggi la pioggia ha cancellato tutte le firme che testimoniavano le imprese di Mago Chiò.
Ma lui no. Lui non è stato cancellato.

È rimasto incastonato tra le leggende elbane, ricordato con affetto come simbolo di follia e poesia.
Altro che influencer! La figura di Mago Chiò Isola d’Elba è ancora oggi simbolo di audacia, follia e libertà, profondamente legata alla storia dell’isola.

All’Isola d’Elba, le leggende si arrampicano.
E tu? Hai mai provato il free climbing all’Isola d’Elba? Puoi farlo, divertirti… e sentirti un po’ anche tu un Mago Chiò moderno 😉