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10 cose che solo un elbano può capire

Vivere all’Isola d’Elba è un’esperienza unica.

Non solo per il mare che accompagna ogni nostro passo, ma per tutta una serie di abitudini e piccoli rituali che, senza accorgercene, diventano parte di noi. Per gli elbani rappresentano la normalità. Per chi viene da fuori… un po’ meno.

Ecco 10 cose che solo un elbano può capire.

1) “cosa fate d’inverno?” e altre domande tipiche dei turisti

Ebbene sì, a ognuno di noi è successo di sentire domande assurde da parte di qualche “forestiero”.

Quella del “Cosa fate d’inverno”, poi, è un classico senza tempo. 

(Davvero c’è chi crede che facciamo come gli animali che vanno in letargo per tot mesi l’anno?)

Qualcuno riesce anche a superarsi con quesiti ancora più originali:
“Ma all’Elba ci sono le scuole?”
“Ma funziona lì il wi-fi?”
“Ma c’è una stazione ferroviaria?”

…E altre perle indimenticabili, a cui noi elbani rispondiamo sempre con lo stesso mood: indecisi se piangere o ridere (o piangere dal ridere).

2) Rimanere bloccati a Piombino

Un altro classico che non può mancare nella vita di un elbano.

Sei lì che corri con la valigia sul porto di Piombino, tutto trafelato, mentre la dignità pian piano ti abbandona… ed ecco che la nave parte davanti ai tuoi occhi. Sipario.

Poi c’è il livello pro: perdere l’ultima nave a causa del maraccio e realizzare che passerai la notte a Piombino aspettando quella delle 5, insieme ad altri “naufraghi”.

3) medaglia d'oro DI vasche in calata

Qual è lo sport preferito dagli elbani? Ma è ovvio, fare le vasche in Calata!

No no, niente nuoto… qui si parla di una camminata strategica nel centro di Portoferraio, da sempre conosciuta con questo simpatico appellativo.

Un’usanza che si tramanda da generazione in generazione e non passa mai di moda, specialmente d’estate: passi, ripassi, controlli chi c’è, saluti, fingi di non vedere qualcuno… e ricominci. Delle vere sessioni di cardio che sono indispensabili per guadagnarsi il titolo di elbano DOC!

4) Primo bagno ad aprile, ultimo a ottobre

L’estate, in teoria, inizia il 21 giugno e finisce il 21 settembre.
In teoria, appunto, perché per noi sono solo chiacchiere: il primo bagno si fa a Pasqua, maledicendo se stessi visto che l’acqua è ancora un po’ fredda, e poi si tira fino a poco prima di Halloween.

Spiagge come Cavoli, la Biodola o Lacona sono sempre frequentate anche nei mesi di primavera e nei mesi d’autunno.

5) DRESS CODE: SAGRA DI PAESE

All’Isola d’Elba le sagre di paese non sono semplice festicciole in cui si mangia e si ascolta qualche canzone dal vivo, ma rappresentano un momento magico in cui il paese si unisce, dopo un anno di preparativi.

Dalla Festa dell’Uva a Capoliveri, al Palio dei Somari a Marina di Campo, fino alla Festa del Caracuto a San Piero… Ce ne sono tantissime e ognuna è importante e caratteristica a modo suo.

Insomma, sono momenti in cui, prima o poi, finisci anche tu in mezzo. Perché diciamocelo: ogni elbano almeno una volta nella vita si è ritrovato mascherato per una sagra! Magari trascinato dagli amici o convinto all’ultimo minuto.

E alla fine va sempre così: ti affacci a quel mondo giusto per curiosità… e poi ti ritrovi a vivere una giornata talmente bella che l’unica cosa che vuoi è rifarlo l’anno dopo.

6) Il vento che condiziona la giornata

All’Isola d’Elba non sei tu a organizzare la giornata, è il vento.
Ti svegli con mille programmi, poi apri la finestra, senti tirare lo Scirocco e capisci subito che i tuoi piani non contano più nulla.

A quel punto il “Dove si va oggi?” diventa scontato.

Ed è proprio qui che entra in gioco una delle capacità fondamentali degli elbani: l’adattamento.
Un processo evolutivo del mondo animale, che anche noi abbiamo sviluppato nel tempo: cambi spiaggia, cambi programma, cambi aspettative… e alla fine trovi sempre una soluzione.

7) la spiaggiata fino all'alba

Durante l’adolescenza non può mancare una spiaggiata con gli amici, magari durante la serata di Ferragosto.

C’è chi porta la chitarra per strimpellare qualcosa, chi si occupa di accendere il fuoco, chi mangia e beve e chi invece si butta in mare per fare un romantico bagno di notte.

Poi? Si prova a dormire e ci si risveglia un po’ ammaccati, con la sabbia dappertutto e in hangover. Ma sì, ne vale sempre la pena!

8) Gita fuori porta nelle isole vicine

Capraia, Giglio, Pianosa, Montecristo, GiannutriGorgona: le sei sorelle dell’Isola d’Elba, che fanno parte della grande famiglia dell’Arcipelago Toscano. 

Ogni elbano almeno una volta ci è stato, spesso durante una gita scolastica: si partiva con lo zaino pieno, il panino schiacciato e soprattutto lo sguardo curioso!

Esperienze meravigliose, selvagge… ma finivano sempre con la stessa frase durante il ritorno:
“Bellissimo posto, ma come l’Elba non c’è niente.”

9) Nei Delitti del Barlume qualcuno che conosci c’è sempre

Ammettilo, almeno una volta hai pensato: “Quasi quasi ci provo…”, iscrivendoti ai casting come comparsa della nota serie televisiva.

E magari sei finito davvero sullo sfondo di una scena, cercando di sembrare naturale mentre dentro stavi urlando: “MI SI VEDE? MI SI VEDE?”

Anche chi non ha mai vissuto il brivido di far parte dei Delitti del Barlume avrà sicuramente guardato un episodio, ispezionando lo sfondo per cercare qualche compaesano.

10) nessun posto è come casa propria

Quanti di noi hanno pensato, almeno una volta:
“Adesso me ne vado lontano… A Roma, a New York, a Londra!”

Alcuni partono per scoprire cosa c’è oltre lo Scoglietto, oltre il mare.
Lo fanno per esplorare il mondo, per concedersi nuove opportunità, per conoscere nuove persone.
E spesso rimangono affascinati da tutto quello che trovano fuori: metropoli immense, strade sempre piene, vite che corrono veloci.

Ma poi, inevitabilmente, arriva quella balorda nostalgia.”

Puoi visitare tutte le città del globo, ma a un certo punto ripenserai alla tua vecchia vita: ai vecchietti seduti fuori dal bar, agli amici di sempre che incontri senza neanche organizzarti,
ai luoghi che ti hanno visto crescere, ai tramonti sul mare e i pomeriggi passati in spiaggia.

E alla fine torni.
Magari cambiato, cresciuto… ma sempre con quella sensazione lì:
che, per quanto tu possa andare lontano, casa tua resta sempre quest’isola. ❤️